Nel dibattito attuale sulla formazione, le competenze trasversali hanno acquisito un ruolo sempre più centrale. Non si tratta più di un’opzione “a completamento” delle competenze tecniche, ma di elementi strutturali, essenziali per la sostenibilità professionale e organizzativa.
Tra i temi più rilevanti emersi nelRapporto Formazione Manageriale 2025, curato daHarvard Business Review Italia, vi è la consapevolezza che il futuro del lavoro non dipenderà solo dalla preparazione tecnica, ma dalla capacità diabitare la complessità in modo stabile e consapevole.
Un passaggio chiave di questa riflessione è contenuto anche nell’intervista della nostra Direttrice,Annalisa Puccini, che pone con chiarezza il tema:
“Le competenze trasversali non sono accessori. Sono ciò che rende ogni altra competenza praticabile, solida, credibile.”
Competenze che rendono agibile la competenza
Le cosiddette soft skills – come la consapevolezza di sé, l’intelligenza emotiva, la capacità di comunicare con efficacia, di gestire il conflitto o lo stress – non sono decorazioni relazionali.
Sonociò che consente alle competenze tecniche di tradursi in impatto reale.
In ambienti ad alta complessità e continuo cambiamento, non è sufficiente “sapere cosa fare”:
occorreessere in grado di sostenere la decisione, accompagnare il team, gestire il contesto emotivo, affrontare l’incertezza.
Leadership e competenze relazionali
Il concetto stesso di leadership si è evoluto.
Non si tratta più soltanto di orientare o dirigere. Il leader oggi è chiamato asostenere, ascoltare, adattarsi, influenzare senza forzare.
In questo contesto, qualità come empatia, gestione delle emozioni, lucidità sotto pressione non sono più competenze opzionali.
Sonoelementi strutturali della tenuta di un’organizzazione.
Come ricorda Puccini nella stessa intervista, la leadership del futuro sarà di chisa connettere – persone, idee, emozioni – e non solo di chi sa dirigere.
Quando le competenze trasversali mancano
La mancanza di competenze relazionali non si manifesta solo a livello individuale, ma diventa un rischio sistemico.
Team disfunzionali, mancanza di coordinamento, perdita di motivazione, turnover, incapacità di gestire i momenti critici: sono tutti sintominon di carenze tecniche, ma disquilibri relazionali ed emotivi.
Le organizzazioni che sembrano brillanti sulla carta, ma che faticano a sostenere relazioni di qualità, si rivelano spesso vulnerabili sotto pressione.
Sono efficienti nei processi, ma fragili nella coesione.
Funzionano nei numeri, ma non nella fiducia.
Un approccio integrato alla formazione
Per rispondere a queste esigenze, è necessario ripensare i modelli formativi in chiave integrata.
Le competenze trasversali non vanno trattate come moduli separati o opzionali, ma comeuna trama continua che attraversa l’intera esperienza formativa.
In questa direzione si muove anche l’approccio diExecuty Academy, che nei suoi percorsi MBA ed executive ha introdotto unLeadership Program trasversale, orientato allo sviluppo delle competenze di consapevolezza, gestione emotiva, relazione e impatto.
Non si tratta di “soft skill training” in senso tradizionale, ma diun lavoro sistemico sulla postura professionale, sul modo in cui si abita un ruolo, si guida un team, si prendono decisioni in contesti ad alta complessità.
Per approfondire
Una riflessione estesa su questi temi è disponibile all’interno delRapporto Formazione Manageriale 2025a cura diHarvard Business Review Italia, che include l’intervista della nostra Direttrice,Annalisa Puccini, sul ruolo strategico delle competenze umane nella leadership contemporanea.
