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ibridazione dei progetti

Waterfall o Agile? Perché la risposta può essere: entrambi (ma con metodo)

Riflessioni e spunti dal Business Talk con Cristiano Giardi sulla gestione ibrida dei progetti

Nel mondo del project management, la domanda “Waterfall o Agile?” è diventata quasi ideologica. Come se fosse obbligatorio schierarsi: da una parte il rigore, dall’altra la flessibilità. Ma la realtà, come spesso accade, è più sfumata – e più interessante. 

Durante il Business Talk con Cristiano Giardi, è emersa una verità fondamentale: non sempre i progetti si adattano perfettamente a un solo approccio. E quasi mai i metodi standard rispecchiano davvero le sfide quotidiane dei team.

Tabella dei Contenuti

Perché scegliere solo Agile o solo Waterfall può limitarti 

I metodi Waterfall funzionano perfettamente quando tutto è noto fin dall’inizio: requisiti chiari, roadmap stabile, processi definiti. Offrono controllo, struttura, sequenzialità. 
L’Agile, invece, ha trasformato il modo di lavorare in ambienti dinamici, dove i cambiamenti sono costanti, il feedback è continuo e la collaborazione è centrale. 

Ma la maggior parte dei progetti reali si muove in un’area grigia: 

  • i requisiti evolvono, ma serve documentazione;
  • serve flessibilità operativa, ma anche milestone e budget;
  • il team lavora in modo iterativo, ma il board vuole un Gantt. 

In queste situazioni, continuare a usare un solo approccio può diventare un limite, non un vantaggio. 
La soluzione? Costruire un modello ibrido. 

Cos’è la gestione ibrida 

La gestione ibrida dei progetti non è un compromesso. 
È un approccio su misura che unisce il meglio di Waterfall e Agile, a seconda del contesto. 

Significa, ad esempio, pianificare le fasi iniziali in stile Waterfall per ottenere approvazioni formali e finanziamenti, e poi gestire l’esecuzione in sprint agili, con feedback continuo. 
Oppure, utilizzare strumenti visuali e riunioni brevi per la gestione quotidiana, mantenendo però una reportistica strutturata per gli stakeholder esterni. 

L’obiettivo non è “fare un po’ di tutto”, ma costruire un framework coerente e realmente utile per tutte le persone coinvolte. 

Come si costruisce un approccio ibrido efficace 

Secondo Cristiano Giardi non esistono aziende “totalmente agili”: più l’organizzazione cresce, più tende al Waterfall.

Il ruolo del project manager è quello di mediare, tradurre e smussare gli angoli, per rendere la gestione il più efficiente possibile.

In sostanza: l’approccio ibrido richiede flessibilità mentale, capacità di traduzione tra linguaggi diversi e attenzione costante alla comunicazione.

Ecco i suoi suggerimenti pratici per rendere efficace la gestione ibrida:

  1. Coinvolgere gli stakeholder

    • Non solo i team tecnici, ma anche commerciale, marketing e direzione.

    • Creare comunicazione trasversale per abbattere i silos.

  2. Condivisione frequente degli stati di avanzamento

    • Anche se non ci sono deliverable pronti, è importante mantenere aggiornati gli stakeholder.

    • Riprendere la logica della review/demo tipica dello Scrum.

  3. Pianificazione con granularità variabile

    • Dettaglio alto nel breve termine (settimane/mesi).

    • Sempre più “lasco” man mano che ci si allontana (quarter, anni), riconoscendo l’incertezza.

  4. Comunicazione continua

    • Interna al team e verso l’esterno.

    • Vista come “skill fondamentale” del project manager, valida in ogni approccio.

Esempi reali: dove l’ibrido ha funzionato (e perché) 

L’approccio ibrido non è solo teoria. È una pratica quotidiana per molti dei nostri clienti. 
Ecco alcuni casi concreti tratti dalla nostra esperienza diretta in consulenza e formazione: 

Una tech company ha adottato Scrum per la gestione dello sviluppo software, mantenendo fasi approvative in stile Waterfall per rispettare normative e requisiti regolatori. 
Un ente pubblico ha integrato cicli iterativi brevi all’interno di una pianificazione quinquennale, migliorando la trasparenza senza compromettere il controllo istituzionale. 
Un gruppo industriale ha utilizzato strumenti Agile per l’operatività quotidiana (board, retrospettive, stand-up), ma ha mantenuto una reportistica tradizionale per dialogare con il top management. 

Il successo, in tutti questi casi, non è arrivato dalla scelta di un “metodo giusto”, ma dalla progettazione del metodo adatto. 
Non una copia da manuale, ma una soluzione pensata, sperimentata e affinata. 

Cosa puoi portare nel tuo prossimo progetto 

Dopo il talk, e dopo anni sul campo, una cosa è chiara: 
la domanda giusta non è “Waterfall o Agile?”, ma 
“Come e quando posso unire il meglio dei due mondi, nel contesto in cui lavoro?” 

Ti lasciamo alcune domande per riflettere: 

  • Quali sono oggi i vincoli reali del tuo progetto? 
  • Il metodo che usi risponde a chi fa o a chi decide… o a entrambi? 
  • Cosa potresti integrare (senza stravolgere) per migliorare flessibilità o controllo? 

 

Ti sei perso il Business Talk? 

Nessun problema. Puoi rivedere l’intervento completo di Cristiano Giardi e scaricare i materiali condivisi durante l’evento: 

Richiedi la registrazione video del Business Talk → Clicca qui

Vuoi porre una domanda o condividere un caso concreto? Scrivici a segreteria@executy.it

In conclusione 

Il project management non è sempre un territorio di scontro tra scuole di pensiero. 
È un campo da esplorare con strumenti sempre più adattivi, intelligenti, realistici. 

L’approccio ibrido non è una moda. 
È una risposta concreta a un mondo complesso. 

E come abbiamo visto, funziona. Se progettato con metodo. 

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