Nuovi Appunti dal Master in Project Management
Risorse e comunicazione: il punto di equilibrio del progetto
Dopo aver introdotto i concetti chiave del Project Management, lavorato sugli stakeholder, chiarito la centralità dell’ambito e della gestione dei tempi, il percorso del Master entra in una dimensione più concreta: quella in cui si dota il progetto di capacità realizzativa.
È il punto in cui entrano in gioco risorse e comunicazione.
Tabella dei Contenuti
La gestione delle risorse: dal piano alla capacità di delivery
La pianificazione delle risorse non è un passaggio amministrativo. È la prova tangibile della fattibilità del progetto.
Non riguarda solo l’assegnazione di persone alle attività. Riguarda l’equilibrio tra:
- stima del fabbisogno,
- competenze disponibili,
- calendari,
- carichi di lavoro,
- responsabilità,
- capacità effettiva di delivery.
Dopo aver definito ambito e tempi, le domande decisive diventano:
– le risorse sono coerenti con ciò che il progetto richiede?
– sono congrue rispetto alla complessità gestionale e realizzativa?
Il rischio più frequente non è solo la carenza quantitativa, ma il disallineamento qualitativo e operativo: competenze non adeguate, responsabilità poco chiare, sovraccarichi nascosti, sincronizzazioni mancanti.
Un progetto non fallisce solo quando mancano risorse, fallisce quando l’organizzazione non riesce a trasformare il piano in capacità operativa.
Il team come stakeholder interno
I risultati di un progetto sono il risultato dell’interazione dei suoi stakeholder.
Il team è, a tutti gli effetti, uno stakeholder chiave e come tale incide direttamente sul successo del progetto.
Stima, acquisizione, sviluppo, gestione e controllo delle risorse, in particolare quelle professionali, sono processi.
Mettere insieme persone non significa avere un team e non significa automaticamente essere in grado di sostenere un progetto.
La comunicazione: il collante del sistema progetto
Se le risorse rappresentano la capacità operativa, la comunicazione rappresenta il sistema nervoso del progetto.
Comunicare non significa scambiare informazioni. Significa, prima ancora, costruire relazioni e canali di comunicazione.
Quando questa dimensione non è strutturata:
- tutti parlano con tutti e si genera rumore,
- riunioni senza agenda producono entropia,
- call continue affaticano il processo decisionale,
- mail in broadcast destrutturano e finiscono per sabotare il flusso informativo.
Il coordinamento non nasce dalla quantità di comunicazione, ma dalla sua strutturazione.
Quando la complessità progettuale cresce, in assenza di un piano di comunicazione adeguato, anche il miglior cronoprogramma diventa fragile.
La comunicazione non è il reporting, è la costruzione continua di allineamento.
L’integrazione tra le aree: una logica sistemica
Ambito, tempi, stakeholder, rischi, risorse e comunicazione non sono compartimenti separati. Sono dimensioni interdipendenti del medesimo sistema.
Eppure, in molti contesti organizzativi, governance, area commerciale, progettazione e delivery continuano a funzionare come silos perdendo di vista il progetto e suoi outcome.
Il progetto, invece, è un flusso fatto di processi interconnessi, ciascuno con specifici input, trasformazioni e output.
Non è solo questione di principi, di pratiche, di strumenti. Pensare per processi significa comprendere come le aree di conoscenza interagiscono tra loro, evitando che diventino compartimenti metodologici isolati.
Risorse e comunicazione sono il punto in cui l’organizzazione di progetto diventa visibile e manifesta, rendendo evidente ciò che sotto è struttura, cultura e processo.
Una lettura integrata del progetto
Un progetto ben gestito non è quello in cui ogni area funziona singolarmente. È quello in cui esiste coerenza tra:
- ciò che si vuole realizzare (ambito) e i benefici attesi,
- il tempo disponibile,
- le aspettative degli stakeholder,
- le risorse che rendono possibile il lavoro,
- la comunicazione che mantiene allineato il tutto.
Se ambito e tempi definiscono la sostanza del progetto, risorse e comunicazione ne determinano la realizzabilità.
Quando la complessità dei progetti aumenta, senza una comunicazione strutturata, la pianificazione resta teoria. Senza risorse coerenti, la pianificazione resta intenzione.
Ed è in questo passaggio che il Project Management diventa disciplina organizzativa.
Antonio Giannico
Lead Consultant e Project Manager presso Links Management and Technology SpA.
MScEng, Project Manager iscritto nel registro Accredia ai sensi della norma UNI 11648, certificato PMP®, SMC™ Scrum Master, ISIPM-Base®, componente del Consiglio Direttivo dell’Istituto Italiano di Project Management, docente Senior di Project Management accreditato ISIPM, Assessor ISIPM-Prado®, componente del team ISIPM-Prado® in ISIPM.
Laureato in Ingegneria elettronica presso il Politecnico di Bari, appassionato di ingegneria ferroviaria, si è occupato negli anni di progettazione elettronica, system integration, quality management e pianificazione e controllo di progetti di media complessità.
Ha collaborato con le principali riviste nazionali del settore elettronico.
Project Manager certificato a norma UNI 11648, è iscritto nei relativi registri Accredia e Cepas.
Ha partecipato come relatore nei PMExpo 2022, 2023, 2024 e 2025 su temi riguardanti la maturità di project management ed organizzativa delle organizzazioni.
Docente di project management ai Master Executy.
Blogger e autore, collabora con la rivista “Il Project Manager”- Edizioni Franco Angeli.