Vai al contenuto
appunti di project management

Appunti dal Master in Project Management  – Terzo Appuntamento

Appunti dal Master in Project Management

Terzo appuntamento: governare contratti, qualità e valore

di Antonio Giannico

Questo terzo appuntamento della rubrica “Appunti di Project Management – dal Master Executy” raccoglie e rielabora i contenuti della lezione dedicata ad approvvigionamenti, contratti e qualità.

Dopo aver definito il progetto come meccanismo di cambiamento e aver analizzato ambito, tempi, stakeholder, risorse e comunicazione, il percorso entra in una dimensione meno visibile ma strutturale: quella in cui il progetto si confronta concretamente con i fornitori, con il cliente, con i vincoli contrattuali e, in fine, con il mercato.

L’obiettivo di questo articolo non è fornire nozioni giuridiche.
È chiarire il ruolo del Project Manager nella governance degli approvvigionamenti, nella comprensione del contratto e nella gestione del rischio economico e organizzativo.

Perché un progetto non è sostenibile solo se pianificato bene.
È sostenibile se è coerente con ciò che è stato contrattualizzato e con la capacità dell’organizzazione di generare qualità in modo sistemico.

Tabella dei Contenuti

Approvvigionamenti, contratti e ruolo del Project Manager

Gli approvvigionamenti e i relativi contratti sono materia di cui un Project Manager deve necessariamente occuparsi, in quanto parte integrante della gestione progettuale.

Questo non significa che il Project Manager debba negoziare personalmente i contratti, redigere documenti legali o gestire pratiche amministrative. Significa che deve governare ciò che è realmente rilevante per il progetto:

      • definire con il team cosa approvvigionare e perché;

      • contribuire alla scelta della forma contrattuale più adatta a bilanciare il rischio di fornitura;

      • monitorare le performance dei fornitori, non solo produrre SAL e garantire SLA verso il cliente;

      • gestire le change che possono generare variazioni economiche o di perimetro;

      • garantire coerenza tra contratti e piano di progetto;

      • sincronizzare lo scheduling degli approvvigionamenti con la pianificazione complessiva.

 

Tutto questo, in un’ottica di sostenibilità economica e finanziaria del progetto.

Molti progetti sono multi-fornitore e realizzano ecosistemi tecnologici integrati. Il Project Manager si trova quindi a governare interfacce, responsabilità e dipendenze progettuali complesse. Senza una reale comprensione contrattuale degli approvvigionamenti, la governance del progetto rimane fragile.

Le diverse tipologie contrattuali — prezzo fisso, canone, time and materials o rimborso spese — implicano un differente bilanciamento del rischio tra fornitore e committente. All’interno di queste categorie esistono ulteriori varianti: contratti a prezzo fisso con incentivo o premio, contratti con adeguamento economico, contratti a rimborso spese con margine fisso o percentuale e così via. Ogni forma contrattuale è più o meno adatta allo specifico progetto e contesto progettuale e di fornitura in funzione del livello di predicibilità e di orizzonte temporale dell’ambito. I contratti di fornitura non sono soltanto documenti legali, sono un meccanismo fondamentale di governo del rischio come e tali non possono restare fuori dalla visibilità del Project Manager.

Conoscere il contratto del cliente e il contesto di gara

È inoltre buona norma che il Project Manager conosca in modo approfondito il contratto che lega il progetto al cliente.

Se il progetto nasce da un’aggiudicazione di gara, è opportuno che il Project Manager sia coinvolto già nelle fasi preliminari e che conosca:

  • il capitolato tecnico;
  • l’offerta tecnica presentata;
  • l’offerta economica;
  • il contratto e i relativi allegati;
  • SLA e penali previste;
  • eventuali chiarimenti ufficiali della procedura di gara;
  • il testo contrattuale finale sottoscritto.

 

Il progetto nasce nel capitolato, non nel kick-off.

Il Project Manager non può governare ciò che non conosce formalmente. Se non comprende il contratto, non può distinguere tra richieste legittime ed extracontrattuali e non può quindi tutelare la marginalità.

Per questo, nelle organizzazioni più mature il Project Manager viene coinvolto già nella fase di analisi del bando, nella stima tecnica, nella costruzione del piano economico e nella valutazione dei rischi, così da prevenire all’origine qualsiasi frattura tra fase di vendita e fase di delivery.

Dallo scope al valore: dove nasce la qualità

L’ambito di un progetto rappresenta la sostanza intorno a cui tutto ruota. Esso si realizza attraverso i deliverable, che generano outcome, che producono benefici, che si trasformano in valore. La catena logica è quindi:

 

Scope → Deliverable → Outcome → Benefici → Valore

Gli outcome sono gli effetti generati dall’uso dei deliverable, mentre i benefici rappresentano la conseguenza del loro sfruttamento. I deliverable, intermedi e finali dunque, pur rappresentando la concretizzazione dello scope, non si traducono automaticamente in benefici.

Il Project Manager controlla direttamente i deliverable e la loro qualità, non i benefici finali. Tuttavia, deve avere consapevolezza dei benefici attesi e del fatto che la qualità nasce prima dei deliverable. Un deliverable non può essere di qualità se:

  • i requisiti sono ambigui;
  • il processo di progettazione è instabile;
  • la gestione delle modifiche è disordinata;
  • le responsabilità non sono chiaramente definite;
  • la cultura organizzativa tollera l’approssimazione.

 

La qualità viene impressa nei deliverable attraverso i processi che ne precedono la realizzazione. Non è dunque solo questione di Quality Control, cioè di verifica della conformità del risultato, è prima ancora questione di Quality Assurance, ovvero di progettazione di processi strutturalmente capaci di generare conformità in modo sistematico e ripetibile.

Quando questa consapevolezza diventa diffusa, la qualità smette di essere una funzione del singolo progetto e diventa architettura organizzativa.

La qualità come processo che precede il progetto

La qualità è un processo che precede il progetto ed è espressione della maturità dell’organizzazione: nasce prima dei deliverable e prima degli outcome. Il progetto, dunque, non crea qualità ma la esprime.

Se l’organizzazione è immatura:

    • i progetti saranno instabili;
    • i deliverable fragili;
    • gli outcome incerti.

 

Se l’organizzazione è matura:

    • il progetto eredita stabilità;
    • i deliverable nascono robusti;
    • gli outcome diventano più prevedibili.

 

Se la qualità è solo controllo dei deliverable, l’organizzazione rischia di implodere sotto il peso delle verifiche, se invece è assicurazione del processo, l’organizzazione può scalare. Ecco che la qualità diventa un fattore di:

    • marginalità economica;
    • prevedibilità operativa;
    • controllo del rischio;
    • reputazione organizzativa.

 

La qualità non è banalmente una proprietà del risultato, ma del sistema che genera il risultato. Quando questa consapevolezza diventa organizzativa, la qualità non controlla l’outcome, lo anticipa.

Sintesi e conclusioni

La riflessione proposta mette in evidenza un punto centrale: il Project Manager non governa solo attività, ma condizioni.

Condizioni contrattuali.
Condizioni economiche.
Condizioni organizzative.

Comprendere gli approvvigionamenti significa comprendere come il rischio viene distribuito.
Conoscere il contratto significa sapere cosa è stato realmente promesso.
Collegare scope, deliverable, outcome e valore significa mantenere coerenza tra ciò che si realizza e ciò che genera beneficio.

Il progetto non nasce nel kick-off.
Nasce nelle scelte fatte prima: nel capitolato, nell’offerta, nella definizione del perimetro, nell’allocazione del rischio.

Ed è in questa continuità tra vendita, pianificazione e delivery che si misura la maturità organizzativa.

Il Project Management, allora, non è solo tecnica di coordinamento.
È capacità di integrare contratto, processo e valore in un’unica architettura coerente.

 

Immagine di Antonio Giannico

Antonio Giannico

Lead Consultant e Project Manager presso Links Management and Technology SpA.

MScEng, Project Manager iscritto nel registro Accredia ai sensi della norma UNI 11648, certificato PMP®, SMC™ Scrum Master, ISIPM-Base®, componente del Consiglio Direttivo dell’Istituto Italiano di Project Management, docente Senior di Project Management accreditato ISIPM, Assessor ISIPM-Prado®, componente del team ISIPM-Prado® in ISIPM.

Laureato in Ingegneria elettronica presso il Politecnico di Bari, appassionato di ingegneria ferroviaria, si è occupato negli anni di progettazione elettronica, system integration, quality management e pianificazione e controllo di progetti di media complessità.

Ha collaborato con le principali riviste nazionali del settore elettronico.

Project Manager certificato a norma UNI 11648, è iscritto nei relativi registri Accredia e Cepas.

Ha partecipato come relatore nei PMExpo 2022, 2023, 2024 e 2025 su temi riguardanti la maturità di project management ed organizzativa delle organizzazioni.

Docente di project management ai Master Executy.

Blogger e autore, collabora con la rivista “Il Project Manager”- Edizioni Franco Angeli.