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Si è conclusa la prima edizione del Master in Project Management:pensieri e riflessioni

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Sabato si è concluso in primo Master in Project Management firmato Executy. Ora ad attività conclusa è tempo di riflessioni prima di ripartire.
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Annalisa Puccini

Annalisa Puccini

Direttore Generale at Executy Business & Tech Academy

Che è successo nell’aula del Master in Project Management concluso sabato 17 settembre?

Sabato si è conclusa la prima edizione del Master In Project Management di Executy, ora è  tempo di bilanci, l’occasione per riguardare quello che è accaduto e quello che si è fatto, per tirare le somme e guardare sia indietro che avanti.

Negli ultimi anni ho organizzato più di 30 edizioni di Master in Project Management  – oltre a numerosi corsi  nelle aziende clienti- e due erano le caratteristiche comuni a tutte le aule:  oltre l’ 80% percento dei partecipanti erano uomini e quasi il 100% erano ingegneri.

Il gap di genere è sempre stato elevato.  Le aule  dei corsi in Project Management un club per soli uomini e in questo terriorio di dominio maschile l’ingegnere una presenza costante e quasi assoluta, come se il Project Manager fosse un progettista e il ruolo di PM richiedesse necessariamente una profonda conoscenza dei dettagli tecnici del progetto.

Nel Master in Project Management che si è concluso sabato le cose sono decisamente cambiate. Finalmente ho avuto un aula  “multidisciplinare”, una mescolanza di professionisti con background diversi (Fisici, Innovation Manager, Media Buyer, Responsabili Marketing, Architetti) e le “professioniste” sono state ben rappresentante.  

Cos’è cambiato nel mondo della gestione dei progetti?

Sicuramente nel contesto “fluido” in cui viviamo il Project Management ha preso ancora più forza. La gestione dei progetti è diventata una competenza aziendale fondamentale perchè il successo delle aziende è sempre più legato alla capacità di “gestire progetti”.  

Negli ultimi anni,  il ruolo del Proiect Manager si è evoluto. La figura del PM non è più vista come il  ruolo di coordinamento che si va ad aggiungere alle competenze tecniche ma che è responsabile della pianificazione, coordinamento, supervisione ed esecuzione di un progetto, e un progetto è sia lo sviluppo di un software per migliorare un processo aziendale, sia la costruzione di un edificio, oppure i soccorsi dopo un disastro naturale, o ancora l’espansione delle vendite in un nuovo mercato geografico.

Oggi è  ampiamente riconosciuto che una conoscenza di base della gestione dei progetti fornisce valore a persone con una varietà di ruoli in una vasta gamma di attività: le capacità di gestione del progetto possono aiutare sia un professionista IT a fornire software innovativo in tempi record o sia un’agenzia governativa a migliorare i servizi forniti in modo più economico.

Ecco che la formazione al project management  non riguarda più solo gli Ingegneri ma tutti i ruoli presenti in un’organizzazione. Il lavoro è cambiato e tutti dobbiamo preparaci ad essere la regia di dinamiche sempre più complesse, gli imprenditori dei nostri progetti.

E perché più donne Project Manager? 

Penso che oggi ci sia una maggiore enfasi sulle persone, sulla collaborazione, sul lavoro di squadra, sulla soddisfazione degli stakeholder, che contano di più.  

Le  organizzazioni hanno  capito che le donne sono una risorsa estremamente preziosa nella gestione dei progetti, perchè abbiamo uno stile di leadership basato sull’empatia, riusciamo  a costruire un dialogo migliore con i team e anche con gli stakeholders.

Anche noi sappiamo applicare  strumenti e tecniche ma non tralasciamo la sfera relazionale e le dinamiche interpersonali. Abbiamo un alto quoziente emotivo e siamo brave comunicatrici ed essere un buon comunicatore è fondamentale per ricoprire il ruolo di project manager.Fina

Cosa faremo noi di Executy?

Contribuiremo ad aumentare ulteriormente la percentuale di donne nella gestione dei progetti, aiuteremo le professioniste a costruire la propria strada. 

Ci impegneremo  a creare e promuovere opportunità di networking per condividere idee, imparare l’una dall’altra e aiutarsi a vicenda.

Costruiremo un percorso formativo che tenga conto dei cambiamenti in atto nella gestione dei progetti e del nuovo ruolo di Project Manager.

Ringrazio Chromology, Andrizr Noviminati, Camst, Koerber, Gung per averci dato fiducia. Ringrazio Giulia Valerio, Cristian Vecciarelli, Riccardo Ricupero,Roberto Bellotto, Stefania Netti, Davide Bergamini, Mario Bianchi, Danilo Paniccia, Maria Cristina Palmieri, Laura Zadi, Simona Bargiacchi, Carmine Perri, Matteo Dri, Matteo Randazzo, Gianni Pellini, Antonella Di Ioia, Cesare Bilello, Antonio Formichella, Luca Marchi, Giovanna Cerbone, Mario Grimaldi per la partecipazione attiva e per le belle parole che ci avete dedicato. Ringrazio Sara De Marco e  Alessandra Ballerini  che hanno seguito on demand con davvero tanto impegno.

 

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